Articoli in News
mar
30
2013

“Cristo è risorto veramente”

Carissima/o,

in questi giorni di preparazione immediata alla Pasqua del Signore, per i motivi più vari, ti sei accorta/o che non siamo stati mai tutti insieme.

Ecco il cammino realizzato “insieme”, almeno con il pensiero e la preghiera!

Hai vissuto intensamente la liturgia penitenziale, ascoltando l’invito che fa Gesù: “Scendi Zaccheo, oggi devo fermarmi a casa tua!” e, incontrando il sacerdote, ti sei riconciliato con il Signore.

Paola ti ha scritto: «Miei cari, desidero ringraziarvi per essere stati così numerosi alla celebrazione della Domenica delle Palme e per aver partecipato – con l’entusiasmo e con la dolcezza che vi caratterizza – all’incontro con i vecchietti… li avete resi felici semplicemente dedicandogli un po’ del vostro tempo e ascoltando con il sorriso i loro racconti. Sono così orgogliosa di voi!

Un grazie sincero anche alle mamme che ci hanno accompagnato: non solo le vostre auto sono state preziose ma condividere insieme con i vostri pargoli questa esperienza, credo, sia stato importante»

Nell’omelia ti ho ricordato che nella tradizione italiana, nel triduo pasquale non si va a scuola, per permettere a tutti, soprattutto alle ragazze e ragazzi, di “andare in chiesa” per le celebrazioni.

Giovedì Santo, alcuni dei tuoi compagni del gruppo Cresima hanno vissuto l’esperienza della lavanda dei piedi e poi tutti abbiamo ricevuto il Signore nella Comunione.

Poi abbiamo cenato insieme, condividendo tutto ciò che la tua mamma ha preparato e tu hai portato in comunità.

Venerdì Santo, ripensando al Cireneo, che porta la Croce di Gesù, sei stato invitato ad aiutare quanti vivono accanto a te e hanno bisogno di sostegno e incoraggiamento per superare le difficoltà!

Oggi, Sabato Santo, è un giorno di silenzio e di preghiera, di fronte a Gesù Crocifisso.

Ti invito a chiedere, insieme a tanti giovani: Vogliamo vedere Gesù!

Il desiderio di vedere Gesù ti porta nella Pasqua a scoprire il suo volto di Risorto.
La gioia di saperlo Vivo ti spinge a condividere con gli altri questa certezza.
Nel fulgore della vita che risorge cantiamo la nostra gioia.
Nella notte santa e nella domenica di Pasqua
facciamo festa e tutti insieme cantiamo!

In qualche momento della giornata… clicca sul video… fatti coinvolgere dalla musica…

guarda e leggi… e poi, anche tu, canta… Cristo è risorto veramente, alleluia!

 

«Cristo è risorto veramente, alleluia!
Gesù, il vivente, qui con noi resterà.
Cristo Gesù, Cristo Gesù è il Signore della vita.

Morte, dov’è la tua vittoria? Paura non mi puoi far più.
Se sulla croce io morirò insieme a lui, poi insieme a lui risorgerò.

Tu, Signore amante della vita, mi hai creato per l’eternità.
La vita mia tu dal sepolcro strapperai, con questo mio corpo ti vedrò.

Tu mi hai donato la tua vita, io voglio donar la mia a te.
Fa’ che possa dire “Cristo vive anche in me” e quel giorno io risorgerò»


mar
29
2013

Papa Francesco lava i piedi a 12 ragazzi detenuti nel carcere minorile di Casal del Marmo

Carissima/o,

Papa Francesco è il primo Papa che celebra la Messa dell’Ultima Cena nel carcere minorile di Casal del Marmo. Si inginocchia sei volte a lavare e baciare i piedi dei giovani detenuti, a due a due, e tra i dodici di varie nazionalità per la prima volta ci sono due musulmani e due ragazze, una delle quali bosniaca e di religione islamica.

«Questo segno – ha detto – è una carezza di Gesù».

Il Papa spiega che l’ «esempio del Signore» significa che «fra noi quello che è più alto deve essere al servizio degli altri» ed è «un segno», vuol dire che «dobbiamo aiutarci l’un l’altro, sempre». Poi aggiunge: «Come prete e vescovo devo essere al vostro servizio, un dovere che amo. Ma anche voi: aiutateci».

Alcuni lo hanno chiamato«papà»; un ragazzo gli chiede: perché sei qui? E Francesco sorride, «mi è venuta dal cuore, le cose che non ti spieghi sono le più importanti della vita».

Prima di andare li abbraccia e bacia tutti, ripetendo: «Avanti e non lasciatevi rubare la speranza. Capito?».

E riflette: «Questi ragazzi mi aiuteranno di più ad essere umile e servitore come dev’essere un vescovo».

Guarda… non ci sono commenti da ascoltare.

Ogni foto è un messaggio: dei dodici “apostoli” si vedono solo i piedi, di colore diverso, lavati e baciati dal Papa Francesco, in silenzio.

Interessante il richiamo a Gesù, che lava i piedi ai suo discepoli, anche a Giuda, e spezza con loro il pane, che dona la vita.

mar
27
2013

Papa Francesco abbraccia Benedetto XVI: “siamo fratelli”

Carissima/o,

è la prima volta che capita in duemila anni di storia! Ci pensi?  Poche parole… molti gesti significativi! Due maestri e testimoni, dai quali possiamo tutti imparare!

Ascolta il commento della TV Vaticana.

Sabato 23 marzo, poco dopo le 12, l’elicottero bianco atterra nei giardini della residenza pontificia di Castel Gandolfo. A bordo c’è Papa Francesco, e ad attenderlo all’eliporto è appena arrivato Benedetto XVI, il Papa emerito, che cammina appoggiandosi ad un bastone. Appena sceso dall’elicottero Francesco saluta i piloti, poi vede il suo predecessore e gli corre incontro per abbracciarlo. E’ il momento storico del primo incontro tra il nuovo Vescovo di Roma e il Vescovo emerito, ricco di affetto e commozione. Benedetto XVI ha un giubbetto bianco che nasconde la sua talare bianca, senza la fascia e la mantelletta che distinguono Papa Francesco. Salgono insieme sulla stessa auto, il Papa a destra sul …

mar
26
2013

Auguri di una Santa Pasqua

Carissima/o, auguri di una Santa Pasqua!

Canta “alleluia Cristo è risorto

Manifesta la tua gioia… “prendi… scopri… e dona…” con gesti semplici, che anche tu puoi fare!

Prendi un sorriso, regalalo a chi non l’ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente, fa’ bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima, posala sul volto di chi non ha mai pianto.
Prendi il coraggio, mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita, raccontala a chi non può capirla.
Prendi la speranza, e vivi la sua luce.
Prendi la bontà, e donala a chi non sa donare.
Scopri l’amore, e fallo conoscere al mondo.
Auguri di una Santa Pasqua!

«Tu sei il Redentore. Tu sei il Cristo, Figlio di Dio vivo. Tu sei il rivelatore di Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura,il fondamento di ogni cosa. Tu sei il Redentore. Tu sei il centro della storia e del mondo. Tu sei il maestro dell’umanità. Tu sei la vita, la verità e la via. Tu sei il pastore, la nostra guida, il nostro esempio, il nostro conforto, il nostro fratello». (Paolo VI)

mar
24
2013

Papa Francesco e i Salesiani

Carissima/o,

nella biografia del Papa Francesco, che è presentata nel sito della Santa Sede si legge:

«Nella capitale argentina nasce il 17 dicembre 1936, figlio di immigrati piemontesi: suo padre Mario fa il ragioniere, impiegato nelle ferrovie, mentre sua madre, Regina Sivori, si occupa della casa e dell’educazione dei cinque figli.

Diplomatosi come tecnico chimico, sceglie poi la strada del sacerdozio, entrando nel seminario diocesano. L’11 marzo 1958 passa al noviziato della Compagnia di Gesù».

Ma navigando in internet ho letto delle notizie “interessantissime” per coloro che vivono la spiritualità di don Bosco, per i salesiani, laici e consacrati, per la grande Famiglia Salesiana.

Vuoi sapere in quale chiesa e da chi è stato battezzato?

Vuoi sapere dove ha studiato per qualche anno?

Vuoi sapere dove si ritrovava “ogni tanto” e restava a lungo in preghiera?

Vuoi sapere di quale squadra di football è socio?

Vuoi sapere perché i colori della maglia sono blu e rosso?

Hai a disposizione tre paginette, che si leggono in poco tempo.

Papa Francesco è nato alla fede nella Chiesa di Gardel

(intervista a cura di Natalia Kidd, pubblicata in “el Nuevo Herald” e tradotta in italiano da don Luis Gallo: 1 allegato).

* Papa Francesco e i Salesiani

(comunicato ANS – Agenzia INFO Salesiana: 2 allegato)

* Papa Francesco e i salesiani documentazione fotografica (3 allegato)

BUONA LETTURA!

Che ne dici?

mar
22
2013

Ricordando don Ubaldo Paciaroni

Carissima/o,
ecco una foto di don Ubaldo Paciaroni, che guarda sorridente da una finestra dell’opera salesiana di Calcara di Ussita!

Don Ubaldo, dopo aver scalato tutti i Monti Sibillini alla testa di migliaia di ragazzi e giovani delle varie opere in cui è stato presente e attivo, è salito in Paradiso. Anche di lassù ci guarda e ci sorride!

Lo ricordo mio insegnante di italiano, latino, storia e geografia, al San Giovanni di Amelia, in prima e seconda media nel 1947/48, 1948/49. In cortile e in classe, sempre presente ed esigente, qualche volta “burbero”, ma attento e disponibile, perché ogni ragazzo potesse dare il meglio.

Nei campeggi organizzava ogni particolare della giornata. Gli animatori si sentivano pienamente responsabili, ma avvertivano sempre la sua presenza, che diventava“persona” nei momenti di preghiera.

Nelle passeggiate in montagna sempre “in testa” al gruppo ma con passo calmo e con soste intelligenti, perché tutti potessero arrivare insieme in cima, sulla vetta.

Nel servizio in parrocchia sempre primo, al mattino, per aprire la chiesa e accogliere i fedeli, continuamente a disposizione per le confessioni.Alla domenica celebrava la Messa dei fanciulli, che si sentivano coinvolti in modo attivo nel servizio liturgico e nella riflessione e nelle preghiere.

Per“comunicare” eventi parrocchiali e celebrazioni liturgiche“creava” manifesti e volantini con grafica “curata a mano” e originale. Tutto era ben visibile all’entrata della chiesa e nel corridoio degli uffici parrocchiali.

Caro don Ubaldo,
non ti vedremo più camminare in fondo alla chiesa, un po’ curvo e con le mani dietro la schiena, sempre attento e disponibile per informazioni sulla vita della comunità parrocchiale e per il servizio della riconciliazione.

Non ti sentiremo più “gridare”: «Ragazzi della Comunione, tutti qui!»

Ti diciamo: «Grazie per tutto quello che hai fatto e detto!»

Don Dalmazio Maggi

mar
19
2013

Ricordo di Don Ennio Borgogna

Carissima/o,

un ragazzo, contento di aver visto la foto di don Ennio, “clown del Signore”, “in maniche di camicia” come don Bosco, mi ha chiesto se c’era qualche filmato che lo presentasse in maniera simpatica!.

Eccolo accontentato! Questa mattina ho scaricato questo video! … è bello anche per te…

- rileggere le beatitudini del Signore Gesù…
- ascoltare il canto di Francesco d’Assisi…,
- guardare il volto di don Ennio…
- ascoltare la sua voce, mentre ricorda le esperienze in Africa!

mar
18
2013

Edicola Salesiana: nuova app per Android e iPhone

Un’applicazione per avere sott’occhio tutto il mondo salesiano. Dalla Rivista di Maria Ausiliatrice, al Bollettino Salesiano, alle notizie della congregazione. Uno strumento indispensabile per tutti gli amici e i figli di don Bosco. Coordinata da don Livio Demarie SDB, impianto grafico di don Luca Desserafino SDB, sviluppata da don Diego Goso.

Android:
https://play.google.com/store/apps/details?id=com.appsbuilder361668&feature=nav_result#?t=W251bGwsMSwxLDMsImNvbS5hcHBzYnVpbGRlcjM2MTY2OCJd

iPhone:
https://itunes.apple.com/it/app/edicola-salesiana/id594524039?mt=8

mar
18
2013

In che modo avverrà la futura Risurrezione (1Cor 15,35-58)

Venerdi 15 marzo si è tenuto il corso di esegesi biblica tenuto dal nostro Parroco, don Pietro Diletti. Il tema dell’incontro era incentrato su 1Cor 15,35-58. Leggi il commento: Corso esegesi biblica – Marzo 2013.

mar
16
2013

La prima Omelia di Papa Francesco (discorso integrale)

Carissima/o,

guarda e ascolta! È la più breve omelia che ho ascoltato in tutta la mia vita! (Bastano otto minuti di silenzio!).

Una lezione da “buon maestro”, che tutti dobbiamo imitare! Ci presenta un progetto di vita in tre movimenti: “camminare, edificare, confessare Gesù Cristo Crocifisso”. Perché veramente “così sia”… Stampala … per leggerla con calma… (bastano cinque minuti!) e domandati:

Cosa deve cambiare nella mia vita per camminare… alla luce del Signore?

Cosa deve cambiare nella mia vita per edificare-costruire… la Chiesa?

Cosa deve cambiare nella mia vita per confessare… Gesù Cristo Crocifisso?

La prima omelia di Papa Francesco.

«In queste tre Letture vedo che c’è qualcosa di comune: è il movimento.

Nella Prima Lettura il movimento nel cammino; nella Seconda Lettura, il movimento nell’edificazione della Chiesa; nella terza, nel Vangelo, il movimento nella confessione. Camminare, edificare, confessare.

Camminare. «Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore» (Is 2,5).

Questa è la prima cosa che Dio ha detto ad Abramo: Cammina nella mia presenza e sii irreprensibile.

Camminare: la nostra vita è un cammino e quando ci fermiamo, la cosa non va. Camminare sempre, in presenza del Signore, alla luce del Signore, cercando di vivere con quella irreprensibilità che Dio chiedeva ad Abramo, nella sua promessa.

Edificare. Edificare la Chiesa. Si parla di pietre: le pietre hanno consistenza; ma pietre vive, pietre unte dallo Spirito Santo. Edificare la Chiesa, la Sposa di Cristo, su quella pietra angolare che è lo stesso Signore.

Ecco un altro movimento della nostra vita: edificare.

Terzo, confessare. Noi possiamo camminare quanto vogliamo, noi possiamo edificare tante cose, ma se non confessiamo Gesù Cristo, la cosa non va. Diventeremo una ONG assistenziale, ma non la Chiesa, Sposa del Signore. Quando non si cammina, ci si ferma. Quando non si edifica sulle pietre cosa succede?

Succede quello che succede ai bambini sulla spiaggia quando fanno dei palazzi di sabbia, tutto viene giù, è senza consistenza.

Quando non si confessa Gesù Cristo, mi sovviene la frase di Léon Bloy: “Chi non prega il Signore, prega il diavolo”. Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del diavolo, la mondanità del demonio.

Camminare, edificare-costruire, confessare.

Ma la cosa non è così facile, perché nel camminare, nel costruire, nel confessare, a volte ci sono scosse, ci sono movimenti che non sono proprio movimenti del cammino: sono movimenti che ci tirano indietro.

Questo Vangelo prosegue con una situazione speciale.

Lo stesso Pietro che ha confessato Gesù Cristo, gli dice: Tu sei Cristo, il Figlio del Dio vivo. Io ti seguo, ma non parliamo di Croce. Questo non c’entra. Ti seguo con altre possibilità, senza la Croce.

Quando camminiamo senza la Croce, quando edifichiamo senza la Croce e quando confessiamo un Cristo senza Croce, non siamo discepoli del Signore: siamo mondani, siamo Vescovi, Preti, Cardinali, Papi, ma non discepoli del Signore.

Io vorrei che tutti, dopo questi giorni di grazia, abbiamo il coraggio, proprio il coraggio, di camminare in presenza del Signore, con la Croce del Signore; di edificare la Chiesa sul sangue del Signore, che è versato sulla Croce; e di confessare l’unica gloria: Cristo Crocifisso. E così la Chiesa andrà avanti.

Io auguro a tutti noi che lo Spirito Santo, per la preghiera della Madonna, nostra Madre, ci conceda questa grazia: camminare, edificare, confessare Gesù Cristo Crocifisso. Così sia».

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