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In rapporto al decreto di ieri, 12 marzo, con il quale ho disposto la chiusura di tutte le chiese sul territorio diocesano sino al 3 aprile 2020, vogliate attenervi ai seguenti accorgimenti che fanno riferimento al buon senso e all’equilibrio di cui ho scritto nella Notificazione del 5 marzo scorso.

Si tenga, anzitutto, conto che le disposizioni di Legge limitanti la circolazione delle persone a “esigenze lavorative, situazione di necessità, motivi di salute, o rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza” non prevedono, ad litteram, la possibilità di andare in chiesa a pregare.
La Conferenza Episcopale Italiana, peraltro, opportunamente, in conformità alle comunicazioni del Governo, chiede “ad ogni cittadino un supplemento di responsabilità.

Ciò premesso, per quanto riguarda le chiese parrocchiali, essendovi realmente possibile un controllo della situazione a motivo della presenza fisica e stabile del parroco o di altro sacerdote collaboratore, la “chiusura” si intenderà non come interdizione di accesso, ma come controllo sull’ingresso e la presenza degli eventuali fedeli che vogliano ivi raccogliersi in adorazione del SS.mo Sacramento. Tutto, sempre conformemente alle disposizioni di Legge già note circa l’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, sì da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Sono assimilati a questa disposizione i Santuari di San Gaspare del Bufalo in Albano L. e di Santa Maria delle Grazie e Santa Maria Goretti in Nettuno. Aiuta in questa lettura il fatto che la presenza stabile del sacerdote responsabile permette di poter pulire con adeguati prodotti disinfettanti, le zone dove i fedeli si sono soffermati in preghiera.

Per la stessa ragione nel decreto del 12 marzo si dichiaravano accessibili gli oratori di comunità stabilmente costituite. Al contrario permane l’obbligo, da interpretarsi in senso stretto, di chiusura di tutti gli altri edifici di culto.

Dalla Sede di Albano, 13 marzo 2020 _ Prot. 0098/2020