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Carissima/o,

In questi ultimi giorni insieme abbiamo vissuto una esperienza unica, nella storia della Chiesa.
Hai riascoltato il Papa che spiega, con molta semplicità, il perché della sua scelta di “rinunciare al ministero che il Signore mi ha affidato”. Hai letto con attenzione il testo e hai scritto al Papa una letterina, nella quale hai espresso il tuo dispiacere, hai ammirato il suo coraggio e hai pregato per la sua salute e serenità. (mercoledì 13 febbraio 2013).
Sei stato invitato ad ascoltare il Papa che all’Angelus (domenica 17 febbraio 2013), ha presentato il Vangelo delle tentazioni. Ogni espressione ti è servita per fare un esame di coscienza.
Da quanto hai scritto si nota che ti sei sentito coinvolto e “rimproverato” dal Papa!

Giovedì 28 febbraio 2013, siamo stati nella piazza in cui ti incontri, tutte le settimane, con i tuoi amici prima e dopo l’incontro di catechismo (al giovedì e al venerdì) e prima e dopo la santa Messa della domenica. Tante persone, provenienti da tanti paesi, hanno riempito la piazza.
Siamo stati circondati da un numero grande di postazioni televisive, con giornalisti e operatori, anche di nazioni straniere.
È stato bello vedere alcuni dei tuoi amici del gruppo cresima, ritrovarsi insieme in attesa del Papa, che stava arrivando a Castel Gandolfo. Abbiamo pregato e cantato, contemplando i Misteri della Luce, aiutati da brevi meditazioni, tratte da omelie, che il Papa ha tenute in varie feste.
Alcuni sono stati presenti, anche, alla chiusura del portone del Palazzo Apostolico.
Il suono delle campane della nostra Chiesa ha dato il benvenuto al Papa, che si è affacciato al balcone del Palazzo Apostolico.

È l’ultimo saluto del Papa!
Ha parlato “ a braccio”, senza alcun foglio scritto, con il cuore!

«Cari amici, sono felice di essere con voi, circondato dalla bellezza del creato e dalla vostra simpatia, che mi fa molto bene. Grazie per la vostra amicizia e per il vostro affetto.
Voi sapete che questo giorno mio è diverso da quelli precedenti: non sono più Pontefice Sommo della Chiesa Cattolica: fino alle otto di sera lo sarò ancora, poi non più.
Sono semplicemente un pellegrino che inizia l’ultima tappa del suo pellegrinaggio su questa terra. Ma vorrei ancora con il mio cuore, con il mio amore, con la mia preghiera, con la mia riflessione, con tutte le mie forze interiori, lavorare per il bene comune e il bene della Chiesa e dell’umanità.
E mi sento molto appoggiato dalla vostra simpatia, andiamo avanti, insieme con il Signore, per il bene della Chiesa e del mondo.
Grazie! Vi impartisco adesso con tutto il cuore la mia benedizione. Sia benedetto….
Vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo. Grazie, buona notte!
Grazie a voi tutti!».

Guarda e ascolta …
Si presenta come un “semplice pellegrino” e usa parole familiari: “simpatia”, “amicizia”, “affetto”; più volte dice “con il cuore” e soprattutto “Grazie”.
Per la prima volta ci augura, come in famiglia, “Buona notte!”
Perché non Gli rispondi con una letterina?
Chissà che non capiti l’occasione di fargliela leggere!