SE… quando? subito?

News   -   24 gen 2012
PrintFriendly

Carissima/o,

siamo tutti impegnati a riflettere, confrontarci e impostare il progetto educativo pastorale salesiano e rispondere alle esigenze dell’ambiente e in modo particolare dei ragazzi e dei giovani che il Signore, Maria Ausiliatrice e don Bosco ci affidano!

Si ascoltano tanti interventi “appassionati”, almeno quanti sono i partecipanti all’incontro, con rilievi di carattere “critico” ma “costruttivo”. In genere iniziano: «Sarebbe bello… sarebbe un sogno….SE…» e seguono ipotesi di lavoro e di cambiamento, che riguardano …. gli altri!

Ecco alcune espressioni ascoltate negli incontri:

«Se gli adulti, i responsabili fossero più presenti e attivi…»; «Se i genitori, soprattutto le mamme, fossero più presenti, partecipi e attive…»; «Se i responsabili dei gruppi e delle associazioni si inserissero con più decisione nel progetto…»; «Se fossero più numerosi quelli che conoscono e condividono gli obiettivi e le strategie…».

Chi ha incontrato i genitori, in modo particolare le mamme, per coinvolgerle nel cammino di crescita umana e cristiana dei figli e li ha invitati a fare proposte praticabili, ha ascoltato tanti elogi e desideri! Tanti “se fossero… se facessero…” nei riguardi dei sacerdoti, dei catechisti, degli animatori e dell’ambiente a cui affidano i propri figli! Ci si aspetta sempre qualcosa di più!

Interessante! Tutti parlano degli altri!

Non solo… Ciò che dovrebbero realizzare gli altri è… “molto” chiaro: “se…”!

E nell’intervista, fatta ai ragazzi della cresima, che cosa è emerso?

Immediatamente risuonano e si accavallano: «Sarebbe bello…

SE… i sacerdoti… facessero prediche più corte, fossero più giovani e aperti, si avvicinassero al modo di fare di noi giovani; fossero come compagni e amici; nelle confessioni mi facessero parlare di più ed esprimere le mie opinioni e ci coinvolgessero dopo che hanno letto il vangelo!

SE… i catechisti… facessero lezioni più appassionanti e più attrattive; parlassero della nostra vita; fossero un po’ di più e facessero catechismo in modo un po’ più allegro; cercassero di comprendermi e immedesimarsi in noi per capirci;

SE… gli insegnanti… cercassero di essere comprensivi verso noi ragazzi; si facessero un esame di coscienza e cambiassero atteggiamento; spiegassero meglio; fossero più comprensibili e avessero più pazienza; sorridessero di più e fossero un po’ più aperti con noi alunni

Richiesti  di esprimere dei “se…” nei riguardi dei propri compagni…

Se… inventassero meno storie, per farsi più “fichi/e”; se fossero meno “sbruffoni” e cercassero di non darmi fastidio; fossero meno esclusivi e non mi prendessero in giro; non mi criticassero perché sono precisa e riservata; fossero più cortesi… più simpatici e “amici”!

Interessantissimo! Anche i ragazzi hanno chiaro il cammino di formazione, di maturazione e di servizio degli adulti e dei compagni che sono accanto a loro!

Anche dei loro genitori!

(loro sono fantastici e non potrei chiedere dei genitori migliori) ma…

mi dovrebbero concedere più libertà; essere meno severi e incoraggiarmi; essere più buoni; capirmi e capire anche quando ho bisogno di confidarmi!

(in sintesi): mamma = dovrebbe seguirmi un po’ di più nello studio ed incoraggiarmi; papà = vorrei che mi dicesse “ti voglio bene”.

È raro, anzi, non capita mai (!), che chi interviene inizi presentando se stesso e il proprio gruppo “in movimento”, “in ricerca” di condivisione e di realizzazione del progetto… “in modo trasparente e coerente”!

MA… se siamo coscienti che, quando auspichiamo dei “se…” per gli altri, pensiamo a comportamenti e azioni “praticabili” e speriamo che siano realizzate, dobbiamo essere convinti che quando ascoltiamo dei “se…” rivolti a noi, soprattutto quando ce li presentano i ragazzi e i giovani, è il Signore che, in modo “imprevedibile” e anche in tono “inopportuno”, ci sta parlando!

È una pia esortazione? È un sogno?

Un sogno sconvolgente: anche don Bosco è stato rimproverato con un “se…”!

Per conoscere ciò che ha risposto don Bosco quando si è sentito “rimproverare” da un suo ex-allievo, sono andato a leggere una pagina delle Memorie Biografiche, in cui don Bosco, nel 1876, incontra “in sogno” Domenico Savio, che gli presenta il “giardino salesiano” con tanti salesiani e giovani, e gli dice, con decisione:

«Numerali, se puoi! Ma sarebbero cento milioni di volte più numerosi, “se…” tu avessi avuto maggior fede e confidenza nel Signore!».

Don Bosco aggiunge: «Io sospirai con un gemito. Non seppi che cosa rispondere a questo rimprovero e proponeva tra me stesso: «Guarderò di avere per l’avvenire questa fede e questa confidenza!» (cfr MB 12, 591).

Don Bosco lo ha ricordato nel 1886, quando disse a don Marengo:«Se io avessi avuto cento volte più fede, avrei fatto cento volte più di quello che ho fatto!» (cfr MB 18, 587).

Un confratello, rileggendo la lettera che don Bosco scrisse da Roma il 10 maggio 1884, l’ha sintetizzata in modo originale e “provocatorio”, indicando ai genitori, agli insegnanti, ai catechisti, agli educatori “cosa e come” agire.

Anche in questa “trascrizione” ci sono otto “SE…” con il verbo al presente, che riguarda la vita dei giovani, che è la vita nostra, perché si vive insieme!

Il come desideriamo che siano e vivano i giovani è proposta “a parole” o vita “con e per loro”?

Guarda il pps «Don Bosco, padre e maestro dei giovani»; scarica e stampa l’allegato «Don Bosco, padre e maestro dei giovani testo pps».

Per ogni “se…” cosa pensi di fare TU? e QUANDO? SUBITO???????

Castel Gandolfo, 29 gennaio 2012